Giovedì 10 settembre 2026 ore 21:15
Museo Italiano di Scienze Planetarie, Prato
con: Emanuele Pace, Università di Firenze
Introducono: Monica Menzogni Associazione Astronomica Quasar e Antonio Mauro caffè-scienza
Nel corso dell'incontro, Emanuele Pace parlerà di una sua particolare esperienza riportata nel libro di cui la figura accanto riporta la copertina.
Undici anni fa, l'Autore, astrofisico, percorreva 450 chilometri in solitaria lungo l'Alta Via dei Monti Liguri e l'Appennino tosco-emiliano. Non per sport, nè per sfida, ma per ritrovare se stesso. Oggi, compiuti 61 anni, viene narrato il significato profondo di quel cammino anche interiore. Un viaggio nella natura, nella solitudine e nel silenzio, dove il passo si fa meditazione e il cielo diventa guida. L'autore intreccia il raccondo con riflessioni limpide e poetiche sull'universo, sul senso della vita e sul nostro posto tra le stelle. Il cielo, da presenza distante, si fa compagno. I buchi neri, le stelle cadenti, la luce, la gravità non sono più solo fenomeni celesti, ma metafore vive.
Perché la scienza, quando incontra la poesia, diviene via di conoscenza e di trasformazione. Il libro segue una progressione emotiva che parte dal vuoto e attraversa il buio approdando a una verità luminosa. La vita è fragile, irripetibile e, proprio per questo, preziosa. L'immensità non schiaccia, ma consola e il cielo s mette di essere altrove e ci mostra una via possibile per tornare a noi stessi.