Cambiamenti climatici raccontati dai fossili 🌍🐚

📅 Marzo 2025

🖊️ Alessio Coppola

Possiamo studiare i cambiamenti climatici di oggi guardando nel passato?


Durante il tardo Paleozoico (circa 300 milioni di anni fa), ancor prima della comparsa dei dinosauri, sulla Terra ebbe luogo un’estesa glaciazione, terminata con una fase di riscaldamento che portò alla scomparsa quasi completa dei ghiacciai e delle calotte polari con importanti conseguenze sulla biodiversità.


Un team internazionale di scienziati, tra cui ricercatori dell’Università Statale di Milano, dell’Università la Sapienza di Roma e dell’Università di St. Andrews in Scozia, ha preso in esame l’evoluzione della glaciazione del tardo Paleozoico per comprendere meglio l’attuale cambiamento climatico.


I risultati di questo studio, pubblicati sulla rivista internazionale Nature Geoscience, ricostruiscono per la prima volta i livelli atmosferici di CO2 lungo un arco temporale di 80 milioni di anni (tra 340 e 260 milioni di anni fa).

Per effettuare la ricostruzione lungo un periodo di tempo così lungo, i ricercatori hanno studiato i fossili brachiopodi, invertebrati marini con una conchiglia costituita da carbonato di calcio, molto abbondanti durante il Paleozoico. Alcuni elementi presenti nel carbonato di calcio delle conchiglie sono legati ai valori di acidità (pH) dell’acqua marina che, a sua volta, dipende dalla quantità di CO2 atmosferica.


Misurando alcuni degli elementi contenuti nelle conchiglie fossili (come il boro e lo stronzio) e usando sofisticati modelli matematici, i ricercatori sono stati in grado di ricostruire con una certa precisione la quantitĂ  di CO2 presente in atmosfera in quel periodo.

Morfologia dei brachiopodi

Credits: Muriel Gottrop and TaraTaylorDesign, CC BY-SA 1.0, via Wikimedia Commons

Dalle analisi è emerso come i livelli di CO2 fossero strettamente connessi all’evoluzione della glaciazione e alla sua fine. Infatti bassi livelli di anidride carbonica sono risultati concomitanti alla formazione di estese calotte polari. Viceversa, l’incremento di CO2, prodotto da un’intensa attività vulcanica, è risultato contemporaneo a una riduzione globale dei ghiacciai e a un incremento della temperatura superficiale media degli oceani fino a 4°C.


E oggi, proprio come è avvenuto 300 milioni di anni fa, il riscaldamento dell'atmosfera, causato dall’aumento di CO2 e di gas metano, ha innescato una evidente riduzione dei ghiacciai e delle calotte polari.


Studi come questo mostrano come i fossili siano importanti archivi di informazioni sui cambiamenti climatici e ambientali del passato e come possano servire per sviluppare modelli predittivi dei fenomeni attualmente in atto e del loro impatto sulla biodiversitĂ .



Referenze: